Chi l’ha detto: Mitt Romney o Mr. Burns?

In piena corsa per la presidenza Usa, la satira americana tira fuori il meglio di se stessa! Non poteva far eccezione la storica rivista americana MAD Magazine che sul blog The Idiotical ha pubblicato la seguente “comicografica”: Chi l’ha detto? Mitt Romney (candidato miliardario dell’ala repubblicana) o Montgomery Burns (celebre miliardario e genio del male dei Simpson)? divertitevi…

Montgomery Burns & Mitt Romney

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Confindustria digitale promuove il 1° “Italian Digital Agenda Annual Forum” a Roma

Domani 11 Aprile a Roma alle 10.30 am presso l’Auditorium Parco della Musica a Roma, si terrà il primo forum annuale italiano sulla cosidetta Agenda digitale (Italian Digital Agenda Annual Forum) promosso ovviamente da Confindustria Digitale! L’obiettivo è riflettere sul futuro dell’Italia sotto il profilo economico e della competitività internazionale grazie allo sviluppo delle tecnologie e la promozione dell’idea di un’industria 2.0 che in Italia stenta ancora a decollare.

Negli ultimi anni l’Italia ha perso ulteriore terreno, in termini di competitività e soprattutto di produttività, nei confronti dei paesi concorrenti, riducendo anche la sua capacità di crescita. Come immaginiamo il nostro paese nel 2020? Abbiamo una visione strategica che ci permetta di consegnare un’economia competitiva alle nuove generazioni? Quale sarà il ruolo della digital economy nei prossimi anni?

La Commissione Europea ha lanciato quasi 2 anni fa l’Agenda Digitale con l’obiettivo di dare una risposta concreta a questi interrogativi. I nostri maggiori partner europei hanno raccolto la sfida realizzando piani nazionali con obiettivi, azioni e risultati puntuali. L’Italia ancora no.

Il Governo Monti prova a dare un segnale, attraverso una “Cabina di Regia” dedicata all’Agenda Digitale italiana. Che ci si augura venga tradotta in un piano strategico e in azioni concrete. E proprio per discutere di temi, soluzioni, ipotesi e progettualità e visioni del sistema Italia in seno all’agenda digitale, domani saranno presenti ospiti di eccezionale caratura come: Neelie Kroes, Commissario europeo con delega all’Agenda Digitale; il Ministro dell’Istruzione e della Ricerca Francesco Profumo, e quello dello Sviluppo Economico Corrado Passera

Introdurrà i lavori del Forum il Presidente di Confindustria Digitale Stefano Parisi, ma non mancheranno altri ospiti in quanto è in programma anche una tavola rotonda fra Attilio Befera direttore Agenzie delle entrate, Riccardo Donadon fondatore di H-Farm Ventures, il governatore della Lombardia Roberto FormigoniMarco Polillo presidente di Confindustria Cultura Italia e il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Io parteciperò domattina all’evento e spero di potervi aggiornare tempestivamente sulle novità che attendono l’Italia nel suo futuro entro il 2020.

Mario Melillo

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Marketing del futuro: Nel Mulino che vorrei è il primo progetto di co-generazione di idee made in Barilla

Barilla ha lanciato nel marzo del 2009 una operazione on-line formidabile, la prima in Italia, attraverso la piattaforma partecipativa “Nel Mulino che Vorreiwww.nelmulinochevorrei.it a capo dell’operazione il Direttore del Brand Development Eugenio Perrier. È una operazione rivolta ai prosumer: ovvero quei consumatori moderni che nella definizione di Kevin Roberts non si limitano a consumare i prodotti ma che interagiscono tra loro e con le imprese per decretare il successo di un prodotto. I prosumer non si fidano della semplice pubblicità, ma la influenzano con le loro esigenze. Soprattutto il progetto di Barilla è rivolto alle cosiddette “mamme 2.0”, cioè quelle donne attive su forum, portali e blog con lo scopo di fornire informazioni e tutelare la sicurezza e qualità dei prodotti rivolti ai propri figli. Ecco l’economia e il commercio del futuro come si sviluppano:

schema nel mulino che vorrei

All’interno del portale Nel Mulino che Vorrei, gli utenti suggeriscono nuovi prodotti come dolci o biscotti, ma anche la scelta del packaging.  Così Barilla ricava direttamente dai propri clienti-utenti idee e può svolgere indagini di mercato preventive che altrimenti non sarebbe possibile realizzare e con risultati così indicativi. Un esempio di cosiddetto win-win, rafforzato da un marketing relazionale stimolato dal blog interno alla piattaforma dove ai post del “Digital Team” però, si sommano ancora poco i commenti degli utenti.

Nel Mulino che Vorrei è un sistema di co-generazione delle idee: è così che nascono nuovi prodotti e gadget, attraverso gli stimoli e le proposte degli stessi utenti. Chiunque iscritto al sito può proporre un’idea. Ogni proposta viene votata dagli altri utenti del sito, cioè dagli altri consumatori. Le idee che piacciono di più agli altri utenti e quindi ai potenziali acquirenti, vengono passate all’analisi da parte degli esperti della Barilla per valutarne la fattibilità. Se l’idea risulta buona superando anche i test di “fattibilità” da parte dell’impresa, allora diventa prodotto.

Attualmente le idee messe in condivisione, votate e commentate sul sito superano le 1.600, ed anche quelle che non vengono realizzate, rappresentano un mezzo per comprendere come la gente percepisce e vorrebbe che fosse sviluppato il marketing e la promozione del futuro. Alcune idee riguardano ad esempio la produzione di un “grancereale” al caffè, altre merendina con più frutta per tutelare la salute dei bambini. Altre invece riguardano il packaging come confezioni per le feste o di materiale riutilizzabile per conservare il prodotto. Le idee dei consumatori superano in gran numero quelle che la stessa Barilla avrebbe potuto proporre attraverso uno staff di esperti persino nella promozione. La gente propone segnalibri nelle confezioni, ciondoli per cellulari a marchio Mulino bianco o raccolte punti con in palio peluche a forma di merendine. Il marketing del futuro si basa quindi sulla realizzazione di una relazione collaborativa e concreta volta al miglioramento dei prodotti e dei servizi. È con questo che le aziende dovranno stare al passo e ciò a cui ognuno di noi potrà dare il proprio contributo.

Mario Melillo

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Weddar è l’App che rende anche il clima “social”

Che il mondo dovesse d’ora in poi essere sempre più social grazie alle tecnologie era chiaro, ma che lo si potesse fare anche grazie alla meteorologia questo di certo appare più insolito. Lo si deve a Weddar, la prima social App per le previsioni meteo disponibile gratuitamente in rete dal 2011 e che sta avendo un gran successo in tutto il globo. Weddar, è il primo social network delle previsioni meteo. Lanciata l’applicazione il login viene effettuato attraverso il proprio account Facebook o Twitter e l’app riconosce la nostra posizione tramite GPS automaticamente. È a quel punto che l’utente può fornire le informazioni meteo relative al luogo in cui ci troviamo. A quel punto si può selezionare una nuvola che rappresenta la temperatura, il grado di nuvolosità, l’intensità di eventuali piogge e la forza del vento. Una volta apportate le modifiche, queste vengono salvate e mostrate sulla mappa, in modo tale che tutti gli altri utenti possano visualizzare le previsioni da noi create. Utilizzando il geolocator dello smartphone, l’applicazione è in grado di raccogliere tutti gli elementi sul meteo ricevuti dai singoli utenti e li presenta su una mappa.

Weddar schermata iphone   weddar

Finalmente le persone riscoprono il contatto con l’ambiente, diventando facilmente partecipi di resoconti utili, tanto per i singoli, quanto per eventuali studi di settore o ricerche meteorologiche. Un modo di mappare nello specifico  il clima, ma anche ricominciare a guardare con occhio “biologico” al proprio mondo. L’uomo riprende in mano con questa innovazione, resa possibile dai nuovi device, ciò che aveva delegato alle macchine. Con il vecchio servizio meteo si ottiene la consueta e generale previsione: luogo, gradi temperatura, percentuale di umidità, tipologia di vento e quant’altro; con Weddar invece si avranno notizie molto più dettagliate a “misura d’uomo”, perché alle previsioni standard si aggiungono gli aspetti “social” tipici del Web 2.0: infatti può esserci vento ma può essere un «vento fastidioso», oppure «c’è un po’ di vento ma si sta bene».

Nasce così il primo social meteo: un’idea originale che consente a chiunque di divenire reporter del tempo grazie ad uno smartphone, meteo altamente elaborati sulla specifica posizione geografica; fornendo così un servizio utile ai singoli individui ma anche alle istituzioni. Una sorta di convergenza dei contenuti che consentirebbe di sommare queste nuove “folksonomie climatiche”, alle normali previsioni realizzate scientificamente dai meteorologi.

L’utilizzo potrebbe essere quello di un confronto con un database storico realizzabile negli anni, e le previsioni scientifiche così da verificarne anche la precisa corrispondenza con i fenomeni realmente manifestatisi. Insomma un social network che attraverso un’App ci permette non più di dare informazioni solo alle imprese come solitamente accade, ma di fornirle stavolta alla scienza e a noi stessi per tornare a capire il nostro pianeta.

L’applicazione è disponibile gratuitamente sull’Apple Store oppure può essere scaricato in versione Android direttamente dal sito di Weddar.

Mario Melillo

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Prima assemblea aperta del Coordinamento degli Studenti per il Diritto allo Studio #laziodisu #tiraccontolacrisi

Domani sera, martedì 6 Marzo 2012 alle 18.45 presso il “pratone” della città universitaria della Sapienza nei pressi del piazzale Aldo Moro si sono dati appuntamento gli studenti universitari del neonato Coordinamento degli Studenti per il Diritto allo Studio.

E’ passata infatti una settimana da quando il tam tam della rete e dei media ha portato in primo piano le proteste degli studenti universitari romani che ancora non hanno ricevuto la borsa di studio spettante loro di diritto in quanto vincitori del bando dell’Ente regionale Laziodisu.

Manifestazione borse di studio 27 febbraio

UN BREVE RIEPILOGO DI QUANTO ACCADUTO:

Da mesi Laziodisu rimandava e tergiversava, tra promesse e cavilli, riguardo all’imminenza dell’erogazione delle borse (molti studenti non hanno ancora percepito la prima rata, e gli idonei hanno ormai perso ogni speranza di rientrare nelle assegnazioni).

La scorsa settimana, il 27 Febbraio per l’esattezza, gli studenti hanno presidiato la sede di Laziodisu pretendendo risposte dai responsabili dell’Ente e contestualmente un incontro con un responsabile della Regione. Respinti dal “silenzio” dell’istituzione, hanno presidiato la hall dell’edificio con una protesta forte ma civile. Nessuno dei presenti (me compreso) ha lasciato il palazzo finché nel tardo pomeriggio non abbiamo ricevuto conferma dell’invio a Laziodisu dalla Regione Lazio di circa 10milioni di euro di fondi per il finanziamento delle borse. Ma come ammesso dai dirigenti stessi dell’Ente, buona parte dei fondi serviranno a coprire anche le rate pendenti degli anni precedenti, ed in ogni caso la cifra non è sufficiente. Si attendono altre erogazioni.

Il 28 pomeriggio una delegazione del Coordinamento degli Studenti per il Diritto allo Studio, ha partecipato alla riunione per la discussione del bilancio preventivo dell’anno 2013. Si annunciano già forti tagli alle borse di studio e soprattutto alle residenze universitarie. Di fronte ad una resistenza, a dir poco “omeopatica”, da parte dei rappresentanti degli studenti; il Coordinamento si è a maggior ragione convinto dell’importanza di organizzare gli studenti alla base, in un movimento che sia apartitico ma ben consapevole delle esigenze reali degli studenti.

Per questo domani sera parteciperò all’incontro pubblico del Coordinamento e mi auguro che lo facciano molti di voi.

Come ebbe a dire infatti nell’Ottocento il celebre politico cattolico e liberale Lord Acton: «Il potere corrompe ed il potere assoluto corrompe assolutissimamente, per questo il prezzo della democrazia è l’eterna vigilanza!».

Noi saremo vigili, per tutelare i nostri diritti, perché è la stessa Costituzione italiana a tutelare il diritto allo studio, essa recita all’articolo 34: “La scuola è aperta a tutti. […] I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”.

Partecipate anche voi alle attività del Coordinamento, spargete la voce tra amici e conoscenti e ricordatevi che ne va del vostro futuro: perché se oggi perdiamo un diritto garantito dalla Costituzione… immaginate cos’altro potranno sottrarvi in futuro!

Mario Melillo

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“Too big to fail” la storia della crisi finanziaria secondo HBO #tiraccontolacrisi

La versione integrale, direttamente disponibile su Youtube, del film “Too big to fail” un resoconto drammatico in tutti i sensi della crisi finanziaria. Come è nata e come è cresciuta.

Realizzato dalla Hbo nel 2008 con un cast d’eccezione (William Hurt – Paul Giamatti – James Woods – Billy Crudup – ecc…) e la capacità di sintesi necessaria in questi casi per spiegare con semplicità a noi tutti come sono andate le cose…

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COSA E’ MEGLIO STUDIARE ALL’UNIVERSITA’? TE LO DICE ALMALAUREA

Nel 2011 si sono diplomati circa 450.000 studenti in tutt’Italia, e come tutti i ragazzi che li hanno preceduti, si sono dovuti porre il problema della scelta della facoltà più adatta alle proprie aspettative. La stessa scelta sul proprio futuro toccherà ad altri 450.000 giovani nel 2012. Ecco allora che l’incontro dell’8 marzo all’Università “La Sapienza” di Roma, organizzato da Almalaurea per presentare il suo rapporto annuale, può essere l’occasione per saperne di più ed evitare di fare scelte azzardate.

Almalaurea è un consorzio di 64 atenei italiani (pubblici e privati) che ogni anno rilascia una serie di statistiche basate sul monitoraggio dei neo iscritti alle varie facoltà, e sull’osservazione dei laureati fino a cinque anni dopo l’ottenimento del titolo. Dalle informazioni che emergono dalle ricerche Almalaurea, si avverte anche uno spaccato della nostra società: per esempio è interessante che il 75% dei laureati delle triennali viene da famiglie in cui non ci sono ancora laureati. Se da un lato ciò è rincuorante, perché vuol dire che il livello di istruzione media si sta elevando, dall’altro è un disagio per i laureati stessi che non hanno esperienze pregresse sulle quali basarsi per le proprie scelte. Infatti è altrettanto alta la percentuale di quanti dichiarano che il percorso di studi compiuto trova poco riscontro con l’impiego che hanno ottenuto, e molti se potessero tornare indietro sceglierebbero tutto un altro percorso. Addirittura, il 18% dei giovani che si iscrivono al primo anno di università, lasciano gli studi entro dodici mesi poiché scontenti della propria scelta.

Un giovane allora si chiede “come scelgo al meglio il percorso più vantaggioso per il mio futuro?”. Personalmente suggerirei due direttive figlie dell’esperienza personale e non solo: 1) non barare con se stessi, cioè scegliere il percorso più adatto alle proprie capacità e non solo sulla base di ciò che si sogna di fare 2) guardatevi intorno, ovvero: chiedetevi quali lavori sono più ricercati sul mercato e quali potrebbero esserlo in futuro. Così potrete scegliere il percorso che più facilmente vi garantirà un impiego.

Tornando ad Almalaurea i suoi dati ci offrono un quadro preciso di ciò che è il mercato del lavoro per i laureati nel 2011 e quello che ci aspetta nei prossimi anni. Innanzitutto il tasso di disoccupazione, in base al quale sui 30.000 laureati del 2005 oggi l’8,6% non ha ancora un lavoro ed un altro 8% è impegnato in un praticantato o in altre attività formative.

Ma la cosa si fa ancora più interessante se si guarda il tasso di disoccupazione facoltà per facoltà e gli stipendi per categorie di laureati.

Cinque anni dopo la laurea la facoltà di Lingue ha un tasso del 15,8% di disoccupazione dei propri laureati, in breve: ogni 100 laureati in lingue circa 16 restano a casa a braccia conserte! Segue Conservazione dei beni culturali con il 15,2% e Lettere e Filosofia con il 14,9%.

Quelli che invece se la passano meglio sono i laureati in Medicina con un tasso di disoccupazione che crolla al misero 2%. Seguono Ingegneria col 2,9% di disoccupati, Architettura con il 4,8% e Giurisprudenza con il 9,5%.

A livello economico i giovani avvocati guadagnano mediamente 1.191 euro al mese, mentre i laureati in lettere si attestano sui 1.114 euro. Guadagnano bene i medici invece: più di 2.026 euro al mese, seguiti dagli ingegneri con 1.634 euro e dai farmacisti con i loro 1.408 euro. Quelli che si collocano nel mezzo, passandosela tutto sommato bene (anche perché le loro assunzioni sono in incremento), sono gli economisti. I laureati in economia infatti guadagnano mediamente 1.380 euro, circa 105 euro in più dei loro colleghi laureati in architettura.

In un quadro come questo è fondamentale capire come e cosa scegliere, per la propria formazione o quella dei propri figli, per non disperdere inutilmente energie danneggiando il proprio futuro in un contesto così ridotto nelle risorse ed altamente competitivo.

Questo blog vi suggerisce per gli aggiornamenti di restare collegati, perché nelle prossime settimane, a seguito dell’incontro Almalaurea dell’8 marzo; pubblicheremo i nuovi dati e li confronteremo con quelli disponibili finora.

Mario Melillo

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