ARTIGENIO: con Sara Vignoli può vincere la bellezza della natura e del design

Ho avuto il piacere di conoscere l’Architetto ventinovenne Sara Vignoli in occasione della edizione 2015 della Maker Faire a Roma, ed è stato subito amore per il suo straordinario progetto!

Sara vignoli alla Maker Faire 2015 presso lo stand del Fab Lab di Sassari

Sara vignoli alla Maker Faire 2015 presso lo stand del Fab Lab di Sassari

Infatti, 3D ELEMENTS OF NATURE è una straordinaria idea che coniuga design modulare e natura, per realizzare pareti componibili ed elementi d’arredo per contenere le piante.

Il progetto è oggi in corsa (ed in testa nei sondaggi online!) per la vittoria del contest “Artigenio”, promosso da Mercedes-Benz in collaborazione con Confartigianato: e per votare il progetto di Sara Vignoli è sufficiente un like sul sito di Artigenio che trovate a QUESTO LINK.

In occasione della sua partecipazione ad Artigenio ho intervistato Sara Vignoli per farmi raccontare in dettaglio “3D Elements Of Nature”, per capirne tutte le potenzialità che in futuro potrebbe regalare alle nostre città ed alle nostre case.

Ciao Sara, quanto sei emozionata per il successo che sta riscuotendo il tuo progetto?

Moltissimo! davvero tanto, Perché al contest di Artigenio hanno partecipato tanti giovani con tante belle idee, ed essere tra i tre finalisti del premio è già per me una grande soddisfazione. Soprattutto un bel riconoscimento per il mio progetto.

3D Elements of NatureA proposito del progetto, raccontami cos’è esattamente “3D Elements of Nature”… 

“3D-Elements of Nature” nasce dall’idea di portare la natura nei contesti urbani: è un sistema componibile ottenuto da due moduli diversi, che combinati tra loro richiamano l’immagine delle  rocce sulle quali crescono le piante, fatte di nicchie e di sporgenze. Attualmente il prototipo è realizzato con stampa 3D in pla, ma l’idea per il prodotto finale sarebbe quella di utilizzare materiali riciclati e riciclabili. A seconda del numero dei moduli utilizzati e del modo in cui questi vengono assemblati tra di loro, è possibile realizzare elementi d’arredo e pareti sempre differenti e adattabili al gusto e alle esigenze di ognuno, dando vita a spazi ecosostenibili che ampliano la superficie disponibile per il verde e l’illuminazione.

rendering di una parete composta con moduli 3D Elements of Nature

rendering di una parete composta con moduli 3D Elements of Nature

Mi sembra fantastico questo progetto, ma come è nato? Cosa ti ispira di solito e come lo realizzi?

Sono abituata ad iniziare a progettare sperimentando a partire dalla manualità dei modelli di studio, con prototipi semplici realizzati con carta o cartone. Lavorando a questo progetto all’interno del FabLAb di Sassari ho potuto conoscere le potenzialità di strumenti come  software avanzati per la modellazione e le stampanti 3D che mi hanno permesso, a partire da un’idea, di vederla concretizzarsi. “3D Elements of Nature” mi ha permesso di avvicinarmi al mondo del design partendo dalla mia passione per la natura e le sue straordinarie forme organiche, riportandone la bellezza negli oggetti e negli spazi dove viviamo ogni giorno. Mi sono ispirata soprattutto alle bellezze della mia terra, la Sardegna, dove la natura disegna strutture straordinariamente armoniose ma spesso è sacrificata nei contesti urbani nei quali si svolge la nostra vita quotidiana.

sara vignoli prototipeCi vuole poesia da quel che dici per fare architettura e design, mi sbaglio?

No assolutamente, credo che la poesia stia principalmente nell’idea che il prodotto o il progetto che vogliamo realizzare possa migliorare la qualità degli spazi in cui viviamo, traendo ispirazione dall’armonia dell’ambiente che ci circonda. La tecnologia è fondamentale oggi per progettare, sviluppare e realizzare un’idea, ma rimane fredda e sterile se non viene mediata tramite la sensibilità propria degli esseri umani.

Dai numeri sembrerebbe proprio che il tuo progetto abbia buone possibilità di vincere Artigenio, cosa farai se vinci con il premio in denaro?

Sono scaramantica, e fino a che non vedo il risultato non posso dire di aver vinto, anche perché gli altri due finalisti hanno presentato dei bei progetti. Se vincessi avrei la possibilità di vedere un sogno che si realizza! Grazie al supporto del team di Artigenio porterei avanti il mio progetto fino a farne un prodotto finito, che entrerebbe a far parte degli spazi pubblici e delle case di coloro che hanno dimostrato di apprezzarlo sostenendomi in questo concorso.

Non mi resta che dirti “in bocca al lupo”, allora?!

Grazie, incrociamo le dita!

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#buoneletture (n.2 marzo 2016) tre saggi sull’economia

Seconda puntata della rubrica sui consigli di lettura di questo blog. per i primi tre libri suggeriti a febbraio cliccate qui.

AA.VV.

Manifesto degli economisti sgomenti. Capire e superare la crisi

La crisi che attraversiamo si sta rivelando uno tsunami capace di distruggere economie di intere nazioni come la Grecia, mettere in discussione la tenuta stessa dell’Unione Europea, portare anche l’Italia a un crac sociale di dimensioni imprevedibili. Le ricette delle istituzioni sono ben note: salvataggio delle banche a tutti i costi, fiducia cieca nella stessa bolla finanziaria che ha creato il disastro, e politiche di austerity che acuiscono il conflitto sociale. Ma nel frattempo si sta diffondendo una sensibilità diversa, alternativa al neoliberismo, secondo la quale è necessario porre delle regole alla finanza globale in nome di una società più equa.

Il Manifesto degli economisti sgomenti è un libro essenziale per diverse ragioni. Innanzitutto è un vademecum chiarissimo per chi vuole mantenere un occhio critico sulla realtà: in dieci concisi capitoli smentisce altrettante false certezze sulla crisi economica che sentiamo ripetere, indiscusse, sui media: dall’idea che «i mercati finanziari sono efficienti» a quella che «l’aumento del debito pubblico è il risultato di una spesa eccessiva». In secondo luogo è la proposta concreta di una serie di misure economiche da adottare invece di quelle fallimentari adoperate finora. Infine è una guida a una serie di pratiche che ogni giorno ciascuno di noi, nel suo piccolo, può mettere in atto, per costruire insieme un’economia diversa e migliore.

Questo libro, originariamente uscito in Francia e pubblicato per la prima volta in italiano in formato elettronico da Sbilanciamoci!, viene qui presentato in una nuova edizione aggiornata e arricchita da un contributo inedito di Andrea Baranes (Banca Etica).

JOHN PERKINS

Confessioni di un sicario dell’economia

Un racconto straordinario e avvincente: come Le Carré, ma è tutto vero” Amazon.com

Il racconto autobiografico del Roberto Saviano americano” Loretta Napoleoni

Un libro spaventoso: se non fosse così fortemente motivato sembrerebbe incredibile” Corrado Augias

I «sicari dell’economia» sono un’élite di professionisti che hanno il compito di orientare la modernizzazione dei paesi in via di sviluppo verso un continuo processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governi più potenti del mondo.

Per dieci anni John Perkins è stato uno di loro, e ha toccato con mano il lato più oscuro della globalizzazione in paesi come Indonesia, Iraq, Arabia Saudita, prima di affrontare una presa di coscienza che lo ha portato a farsi difensore dei diritti delle popolazioni sfruttate. In questa autobiografia, appassionante come un romanzo e documentata come un’inchiesta, Perkins ci costringe a riesaminare sotto nuove prospettive l’ultimo mezzo secolo di storia, e a interrogarci sul nostro futuro. Un bestseller internazionale, indispensabile per comprendere la crisi del modello finanziario che governa le nostre economie.

FABIO D’ORLANDO

La lunga crisi. Perché l’Italia non ce la farà

Gli italiani hanno realizzato che il mondo al quale erano abituati e che credevano immutabile non esiste più? Si sono resi conto che la globalizzazione e l’ingresso nell’Eurozona hanno generato cambiamenti irreversibili? Probabilmente no. La principale difficoltà nel fronteggiare la crisi sembra proprio risiedere nella nostra incapacità di prendere coscienza di queste epocali trasformazioni. Ci siamo a lungo illusi di poter accrescere illimitatamente il nostro benessere ricorrendo all’indebitamento, e abbiamo trascurato l’ammodernamento della struttura produttiva. Ora che la realtà ci ha chiesto di saldare il conto, ci ritroviamo incapaci di reggere il confronto con altri Paesi, proprio mentre l’appartenenza all’Eurozona ci sottrae importanti strumenti di politica economica. Che fare? Le politiche sinora intraprese dai vari Governi e dalle autorità europee si sono rivelate sterili e inefficaci, mentre le alternative – default e uscita dall’Eurozona compresi – implicherebbero costi sociali ed economici elevatissimi.

#Startup innovative: calendario dei finanziamenti e programmi di incubazione

Anche nel prossimo bimestre si conferma l’apertura di non poche “finestre” di finanziamento per gli startupper grazie ai numerosi progetti promossi dai player privati del settore. Chi è stato più svelto a preparare il proprio progetto d’impresa, potrà già partecipare entro oggi alla call “Alimenta2Talent” (scadenza 29 Febbraio, appunto) promossa dallo Science Park di Lodi. Una volta selezionate le cinque startup vincitrici (attive nei settori food e agrifood), Alimenta2Talent offrirà loro un percorso di incubazione della durata di sei mesi.

Ma per coloro che ambiscono a sviluppare da zero o far crescere la propria startup innovativa, nell’agritech o in altri settori, le offerte ed opportunità tangibili non mancano: ecco qui di seguito altre quattro call/programmi di finanziamento ed incubazione da segnarsi assolutamente in agenda!

38aca932-cee4-49b0-baf7-969ec3e4caa2-largeH-Camp” – entro il  15 Marzo

H-Camp è la call per i nuovi startupper che vogliano entrare per incubare la propria impresa nell’ormai celeberrimo (anche per la recente quotazione in borsa) hub di H-Farm fondata da Riccardo Donadon. Questa volta la selezione è rivolta alle startup innovative nel settore della moda e del retail, ed alle cinque aziende che verranno accolte nei locali d’incubazione di Ca’ Tron verranno dati 20.000 euro ciascuna e 80.000 euro circa in servizi; che per ogni startup copriranno praticamente tutto: dagli spazi di lavoro al vitto e alloggio, oltre ovviamente alle attività di menthorship (qui ulteriori dettagli sull’offerta).

wellness-accelerator-powered-by-technogym-10-638Technogym Wellness Accelerator” – entro il 15 Marzo

E’ un progetto promosso dalla nota azienda di strumenti e tecnologie per il fitness Technogym, tra l’altro in collaborazione con la già citata H-Farm, la quale ospiterà nei propri spazi le cinque startup innovative vincitrici che saranno ovviamente selezionate tra quelle che intendono operare nei settori del fitness, del benessere e della salute. Ad ogni startup verranno dati 15.000 euro di finanziamento ed un programma di accelerazione della durata di quattro mesi, al termine del quale, Technogym fornirà un ulteriore investimento.

edison_pulse_bigEdison Pulse” – entro il 20 Aprile

Edison Pulse è promosso dalla Edison, la multinazionale leader nella ricerca e nella fornitura di energia. Ovvio quindi che la call sia rivolta in particolar modo alle startup innovative (anche non ancora costituitesi in società) che intendano sviluppare prodotti o servizi nei settori dell’Internet of Things e della Sharing Economy. Il boccone è appetitoso visto che i finanziamenti per ciascuna impresa sono pari a ben 195.000 euro!

AereoUnicredit Start Lab (+Startup Academy) – entro il 30 Aprile

L’Unicredit Start Lab invece è aperto sia alle startup innovative che alle PMI innovative (qui la distinzione sul sito del Registro Imprese) che operano o intendono operare nei settori “life science”, “tech” e “digitale”. Alle quattro realtà vincitrici andrà un grant di ben 10.000 euro ed anche la possibilità di accedere al programma di incubazione della durata di un anno all’interno dell’Unicredit “Startup Academy”.

#Infografica: quando pubblicare sui social media per avere maggior visibilità?

Un classico intramontabile delle infografiche è quello che riassume (con continui aggiornamenti) il meglio delle regole per il “timing” ideale per la pubblicazione online. Ogni Social Media Manager si danna per rincorrere il proprio pubblico online e stimolarne l’engagement con i contenuti che pubblica. Ovviamente non bastano certe sintesi statistiche come quelle riportate in questa infografica, per il semplice motivo che i tempi (così come le modalità) di fruizione variano molto anche in base al target di pubblico al quale ci si rivolge.

Non basta quindi tener conto degli orari di massimo flusso online per ciascun social, ma occorre poi integrare questi dati con altri fattori (il pubblico-target inteso come “interessi” + caratteristiche anagrafiche + caratteristiche della piattaforma che si sta adoperando, ecc…).

In ogni caso però, questa infografica ci aiuta ad avere già un primo dato del quale tenere conto: ovvero i dati statistici generali sui maggiori picchi di flusso e per converso anche di minor “attenzione”/presenza online. Da questo discendono i consigli di questa infografica di Social Marketing Writing.

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El Español: il nuovo giornale online nato grazie all’equity #crowdfunding

Chi si occupa di web ed innovazione ama il concetto di “buone pratiche”, quelle best practice, per attingere al vocabolario anglosassone, che danno l’esempio ed a volte indicano la nuova linea di tendenza per un determinato settore. Ebbene nel campo del giornalismo, soprattutto a livello internazionale, sta nascendo un nuovo equilibrio frutto del connubio tra quello che è il tipico mondo del giornalismo e dell’editoria e le nuove opportunità offerte dalla cultura e dagli strumenti digitali.

Da anni infatti il giornalismo attraversa una crisi non più soltanto congiunturale, bensì dettata dai cambi di paradigma sia nei modelli organizzativi che nella cultura alla base dei modelli di fruizione delle notizie. Nell’ultimo biennio in particolare però, si sta affermando con sempre maggior consapevolezza una nuova serie di modelli di “editoria 2.0”; basati su strutture redazionali più “leggere”, sempre più diffuse pubblicazioni online, ormai prive di una controparte cartacea; e forme più articolate di micro-finanziamento. Questo nuovo tipo di editoria (e di giornalismo?) risponde a numerosi cambiamenti oggi in atto nella società, che è sempre più globalizzata, interconnessa, ed in condizione di far muovere con canali propri e diretti i flussi economici. Permette infatti ai giornalisti di far leva direttamente sul proprio talento, la propria storia personale e professionale per richiedere alle propria “comunità di riferimento” un supporto economico per la propria attività.

el-espanol-1Questo ha contribuito alla nascita in giro per il mondo di numerose testate, supportate dai propri lettori con formule di micro-finanziamento, principalmente per renderle indipendenti da regimi oppressivi; allo stesso tempo ha consentito in modo meno estremo, ma altrettanto utile, di ampliare l’offerta dei contenuti di alto profilo giornalistico sia “fidellizzando” i lettori alla testata che si finanzia, oppure godendo di contenuti prodotti con il crowdfunding ma diffusi da network affermati come nel caso del New York Times.

Da pochi mesi anche in Spagna è nato un ottimo esempio, anzi una “best practice” per meglio dire, che ruota attorno al caso del nuovo quotidiano online “El Español“: una testata giornalistica online nata nell’Ottobre 2015, cofondata e diretta dal giornalista Pedro J. Ramírez (ex direttore del quotidiano nazionale spagnolo El Mundo testa che lui stesso aveva contribuito a fondare 26 anni prima).

La testata El Espanol nasce già puntando su un nuovo modello di business perfettamente in linea con la nuova editoria 2.0. Pedro J. Ramírez investe la propria liquidazione da El Mundo nel progetto, ed assieme a sua figlia María Ramírez Fernández, Eduardo Suárez e pochi altri “temerari” raggiungono la somma di 5 milioni di euro come base economica di partenza. A questo punto lancia il blog (una versione beta della testata) e annuncia assieme agli altri (il 1 gennaio 2015) il lancio del progetto che si prevede “sboccerà” alla fine di ottobre 2016; a questo punto, aprendosi all’equity crowdfunding arrivano a raccogliere le adesioni di 5624 sottoscrittori per un totale di raccolta pari a 3milioni e 600mila euro in soli due mesi. Un vero record, ancora oggi imbattuto su scala mondiale tra le operazioni di micro-finanziamento via internet destinate all’editoria. Ora la società ha raggiunto il capitale sociale di ben 17 milioni di euro, ed oltre all’azionariato diffuso (dove ogni socio non può detenere più di 10mila euro in azioni), la testata poggia ora su più di 11.000 abbonati.

espanol-mapUn vero successo che ha stupito gli stessi promotori dell’iniziativa, i quali si sono resi conto di aver intercettato una domanda profonda, soltanto dopo aver visto i risultati ben superiori alle loro aspettative. La loro stima massima era stata di 1000 azionisti e di non più di 500mila euro di raccolta, soprattutto se si considera che il risultato finale è stato raggiunto in meno di un mese di crowdfunding campaign.

Ma a questo punto emergono due riflessioni importanti: la prima relativa al ruolo della community, la seconda relativa ai dettagli del modello di business. Per quanto concerne il primo aspetto, va detto che la fiducia è alla base di questo processo, ottenuta mediante la diffusione di “messaggi autorevoli” attraverso i maggiori canali social ad un pubblico mirato che ha dato origine all’aggregazione della community (esaltando la validità del progetto di business e del metodo del crowdfunding accanto alla qualità dei giornalisti che avrebbero composto la redazione). La campagna è stata affidata ad una agenzia di comunicazione specializzata, per un totale di spesa di circa 35.000 euro tra Twitter, Facebook e YouTube; e con una estrema attenzione alla selezione dei possibili azionisti puntando soprattutto sui contatti online di Pedro J. Ramírez, il quale tra l’altro ringraziava personalmente in tempo reale sui canali social ogni nuovo azionista.

Il secondo punto invece, come si è detto, riguarda il modello di business e la sua costruzione. Da questo punto di vista, infatti, El Espanol è stato sviluppato con il supporto di due società indipendenti (KPGM e Grand Thorton) e con il supporto di legali di peso in Spagna (Cremades & Calvo Sotelo). Accanto a questo, dal punto di vista economico il modello di business è “misto” in quanto gli introiti verranno dalla pubblicità, dalla valorizzazione del brand e dagli abbonamenti annuali che comprendono maggiori contenuti per i soci. Inoltre, a sentire i fondatori di El Espanol, la testata avrà una crescita pari al 550% in cinque anni passando dai quasi 18 milioni di euro di oggi ai 100 milioni di euro di capitale nel 2020.

Possiamo solo dir loro “in bocca al lupo” e complimentarci la strategia adottata, puntando ad apprendere e trasporre in altri futuri casi quanto appreso da questo esempio di “nuova editoria 2.0”.

#unionicivili: due infografiche del PD su cosa è cambiato…

In attesa della pubblicazione di un mio post di “riflessione” complessivo su quanto ho visto (di meglio e di peggio) nel dibattito sulle unioni civili fino ad oggi, mi limito a pubblicare due infografiche che il Partito Democratico ha diffuso online dopo l’esito positivo del voto di fiducia di ieri pomeriggio.

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#Audiweb: i dati della total digital audience di dicembre 2015

Audiweb ha pubblicato i dati sulla diffusione dell’online in Italia nel 2015, ed essa ha raggiunto l’86,3% della popolazione, con ben 41,5 milioni di italiani che dichiarano di accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento. La total digital audience nel 2015 ha registrato un valore medio di 28,8 milioni di utenti unici nel mese e di 21,7 milioni nel giorno medio.

Nel solo mese di dicembre sono stati 22,2 milioni gli italiani che hanno navigato almeno una volta nel giorno medio da PC o device mobili, il +2% rispetto all’anno precedente e un incremento del +7% per la fruizione di internet da mobile (smartphone e/ tablet).

audiweb1In base al nuovo report sulla diffusione dell’online in Italia, Audiweb Trends, sui dati di sintesi della Ricerca di Base realizzata in collaborazione con DOXA, nel 2015 risultano 41,5 milioni gli italiani che dichiarano di accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento, l’86,3% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni.

La disponibilità di accesso a internet si conferma ampiamente diffuso tra tutti i segmenti di popolazione analizzati e presenta un incremento del 4,7% in due anni per quanto riguarda la possibilità di accedere da qualsiasi device.

Audiweb2Analizzando più nel dettaglio la disponibilità di accesso a internet dai vari device e dallesingole location esaminati, emerge una leggera flessione della disponibilità da casa tramite computer (-2,5% negli ultimi due anni), a fronte di un trend di costante crescita della diffusione dei device mobili con accesso a internet.

Audiweb3La disponibilità di accesso a internet da cellulari o smartphone, infatti, è disponibile per 32.7 milioni di individui (+45,3% in due anni) e 12.9 milioni da tablet (+83,6%).

Aumentano anche gli italiani che dichiarano di accedere a internet tramite televisore (4.5 milioni, +63,2% in due anni) e da console giochi (6 milioni, +33,7%).

Audiweb5Per quanto riguarda i dati sulla fruizione reale di internet, prodotti da Audiweb Database, nel mese di dicembre 2015 la total digital audience ha raggiunto  29.1 milioni di utenti, il 52,7% degli italiani dai 2 anni in su, online complessivamente per circa due giorni (45 ore e 46 minuti).

Audiweb6Nel giorno medio sono stati 22.2 milioni gli italiani che si sono collegati almeno una volta a internet tramite i device rilevati (PC e device mobili – smartphone, tablet), con una media di 1 ora e 56 minuti online per persona.

A dicembre erano online nel giorno medio 18,5 milioni di italiani da device mobili(smartphone e/o tablet), il 42% degli individui di 18-74 anni, e 11.6 milioni da computer, il 21% degli italiani dai 2 anni in su.

Nel corso del 2015, la total digital audience ha registrato un valore medio di 28.8 milioni di utenti unici nel mese, e di 21.7 milioni nel giorno medio.

Inoltre, confrontando i dati del solo mese di dicembre 2015 con i dati dell’audience online nell’anno precedente, si registra un incremento del 2% nella fruizione quotidiana di internet.

Più in dettaglio, nel giorno medio il trend risulta ancora in calo per la fruizione di internet da PC (-7% rispetto a dicembre 2014), continua a crescere l’audience online da dispositivi mobili (+7% gli italiani che navigano da smartphone e/o tablet nel giorno medio).

Audiweb8Dai dati sui profili degli utenti online nel giorno medio risultano 11.1 milioni gli uominiche hanno effettuato almeno un accesso a internet (il 40,5% degli uomini dai 2 anni in su), 11 milioni le donne (il 39,8%) e quasi due terzi dei giovani tra i 18 e i 34 anni (il 65,4% dei 18-24enni e il 63,5% dei 25-34enni).

In particolare, le donne e i giovani continuano a dedicare più tempo alla navigazione quotidiana: 2 ore online nel giorno medio per le donne, 2 ore e 23 minuti per i 18-24enni e2 ore e 14 minuti per i 25-34enni.

Solo il 24,6% dei 55-74enni (3,5 milioni di utenti unici) accede a internet nel giorno medio da tutti i device rilevati, con un incremento del 32% in un anno di accessi da mobile per questa fascia di utenti.

Per quanto riguarda i dati sulla provenienza geografica, risultano online nel giorno medio il42,5% degli abitanti dell’area Nord Ovest (5.8 milioni), il 41,6% del Nord Est (3.6 milioni), il38,5% del Centro (3.4 milioni) e il 35,2% dell’area Sud e Isole (7 milioni).

Dai dati sul tempo totale trascorso online, emerge un trend positivo, anche in questo caso trainato dall’uso sempre più abituale dei device mobili.

Infatti, rispetto all’anno scorso, cresce di circa il 3% il tempo complessivo online, con un incremento del 14,5% della quota del tempo dedicato alla navigazione tramite device mobili (smartphome e/o tablet) e un calo del 19,4% del tempo online da personal computer.

Per quanto riguarda, più in dettaglio, la distribuzione del tempo tra i device rilevati, nel mese di dicembre 2015 il 73,3% del tempo totale speso online nel giorno medio è stato generato dalla fruizione di internet dai device mobili, con quote di tempo speso online tramite mobile molto elevate per i giovani (86,3% del tempo online dei 18-24enni e 80,1% del tempo online dei 25-34enni) e le donne (78,3% del tempo totale trascorso online).

Infine, per quanto riguarda i dati di consumo, tra le principali categorie di siti e applicazioni più consultati nell’ultimo mese dell’anno, restano confermati i siti o applicazionidi ricerca (sotto-categoria “Search”, con il 92,4% degli utenti online), i portali generalisti(sotto-categoria “General Interest Portals & Communities”, con il 90,5% degli utenti online), isocial network ( “Member Communities”, con l’87,6% degli utenti online).

Risultano interessanti anche i dati di fruizione dei siti dedicati alla fruizione dei video (“Videos / Movies”, 24 milioni di utenti), i siti dedicati all’ecommerce (“Mass Merchandiser”, con 22,5 milioni di utenti unici nel mese), siti e applicazioni legati ai servizi mobile e di messaggistica istantanea “Cellular/Paging”, con 20.8 milioni di utenti unici) e le testate giornalistiche online (“Current event e Global News) con 20,3 milioni di utenti unici.