La teoria sulla circolazione del credito e le crisi economiche

Nel corso dei miei studi universitari mi sono sempre più legato alla cosiddetta “scuola marginalista austriaca” ma solo di recente ho approfondito la conoscenza delle opere dell’economista austriaco Ludwig von Mises. Quello che sorprende è che lui forse più di chiunque altro ha sintetizzato efficacemente quelli che sono i nuclei teorici fondamentali dell’economia ancora oggi attualissimi. Non a caso nei giorni scorsi il sito del Mises Institute ha pubblicato un estratto di un saggio di von Mises sulla descrizione della cosiddetta “teoria sulla circolazione del credito”. È forse questo il tassello centrale dell’articolo e dell’ammonimento di Mises: non mancheranno le crisi economiche finché continuerà ad esserci l’espansione dell’immateriale, cioè di quell’opera di speculazione bancaria sul credito che nell’immediato sembra generare una crescita del sistema; ma che a lungo andare porta alla sempre più vistosa scollatura tra reale valore della produzione economica e speculazione (tanto monetaria quanto finanziaria). I cosa sia la crisi l’abbiamo imparato tutti, ma come ci si arrivi è ben altra cosa; ed è proprio questo che tenterò sinteticamente di spiegare.

Il ruolo dei tassi d’interesse

Un nodo cruciale nell’alternarsi dei periodi di crescita economica a quelli di crisi, è dato dalla riduzione dei tassi di credito sui prestiti (alle imprese prima, e in epoca recente sempre più spesso anche ai singoli cittadini) attraverso deliberate scelte di politica bancaria. In pratica l’espansione del credito viene dettata da mezzi fiduciari addizionali come una maggiore emissione di moneta e/o attraverso depositi che non sono coperti per intero, come avveniva ad esempio in passato da riserve auree.

In un mercato che non è disturbato da qualche politica bancaria di tipo inflazionistico, i tassi di interesse sono proporzionati alla disponibilità di credito che è in grado di coprire tutti i progetti e le imprese al suo interno. Un sistema all’opposto invece è quello che punta a sfruttare tassi di interesse più bassi rispetto a quelli “naturalmente” sviluppatisi sul mercato generando una bolla di crescita del mercato. Il collasso arriva presto poiché in un sistema così “drogato” dal maggior credito messo a disposizione dalle banche, faciliterà l’espansione e la sopravvivenza anche di quelle imprese non realmente redditizie le quali sopravviveranno proprio grazie alla vasta disponibilità di prestiti a bassi tassi d’interesse.

Proseguendo con l’espansione del credito…

È ovvio che l’espansione del credito non può sopperire alla creazione di beni reali. Anzi, i capitali vengono dispersi tra miriadi di imprese non tutte realmente produttive né realmente stabili sul mercato con l’ulteriore rischio di una dispersione delle risorse produttive. È solo il continuo accesso al credito a dare l’illusione di un’espansione del mercato e della ricchezza generata. Le banche non sono in grado di sostenere all’infinito questo meccanismo e tra l’altro diventano a loro volta vittime dell’incremento dei prezzi (inflazione). Gli investitori che fiutano per primi il rischio di un collasso, corrono a rifugiarsi nei beni e nelle risorse stabili come le materie prime, si stabilizzano uscendo dal ciclo di scambio del denaro e del sistema creditizio che crolla ancora più rapidamente.

In sintesi quindi, il ripresentarsi periodicamente delle crisi economiche è in realtà l’inevitabile conseguenza dei tentativi di ridurre il naturale tasso di interesse sul credito promosso dal mercato, premiando invece le politiche di natura bancaria.

M.M.

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2 pensieri su “La teoria sulla circolazione del credito e le crisi economiche

  1. Reblogged this on nottebuiasenzaluna and commented:
    “non mancheranno le crisi economiche finché continuerà ad esserci l’espansione dell’immateriale, cioè di quell’opera di speculazione bancaria sul credito che nell’immediato sembra generare una crescita del sistema; ma che a lungo andare porta alla sempre più vistosa scollatura tra reale valore della produzione economica e speculazione (tanto monetaria quanto finanziaria)”
    rebloggo volentieri un interessante contributo tecnico per capire la crisi in corso

    • grazie, è sempre un piacere sapere che il proprio lavoro è apprezzato ed utile per gli altri. comunque il sito del mises institute è una miniera di informazioni. Sono stanco di commentatori che raccontano venti volte la storia delle casette e dei mutui subprime ma senza spiegare agli altri perchè e come ci si arriva. Sono dell’idea che non si debba regalare il pesce ma insegnare a pescarlo! 😉
      grazie ancora per il reblogging

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