Italia: del perduto posto… fisso! La lettera di Luca Nicotra

E’ apparsa il 16 febbraio sul Corriere della Sera la lettera di Luca Nicotra, Dottore ricercatore, infomatico e Segretario di Agorà Digitale. Dopo un articolo con una impressionante foto a tre colonne sull’International Herald Tribune ecco che la stampa italiana si accorge di lui! Così Nicotra può finalmente chiedere anche lui, a nome di molti altri giovani preoccupati per il futuro, che anche alla politica faccia la sua parte… ecco il testo integrale della lettera aperta di Luca Nicotra sul Corsera:

Passera, Monti, date un «posto fisso» all’Innovazione e al talento

La richiesta di Luca Nicotra: «I giovani devono rassegnarsi alla flessibilità? Voi togliete i vincoli al rinnovamento. Subito»

Caro Presidente del Consiglio, cari ministri,
non c’è meritocrazia nel finire sulla prima pagina dell’International Herald Tribune per il fatto di non avere un posto fisso e di essere un «giovane» a 29 anni. Ma visto che mi viene data la possibilità di farvi arrivare un messaggio dalla generazione precaria di cui faccio parte, questo è «aiutateci a innovare la società». Non potevate non aspettarvi che a quel terzo di giovani disoccupati o inoccupati, di cui io stesso ho fatto parte, saltassero i nervi dopo le vostre dichiarazioni sulla monotonia del posto fisso. E sapete bene quanto la prospettiva di un periodo di recessione renderà ancora più difficile la situazione del mercato del lavoro e della mobilità sociale in Italia, già agli ultimi posti in Europa.

Occorre che diate un segnale forte. Subito. Con la stessa urgenza che avete dato a banche e mercati finanziari. Siamo noi, un’intera generazione, a rischiare il default.
Occorre: (1) accesso al credito. (2) Maggiore possibilità di studiare e mettere a frutto conoscenze e talenti. Oltre che (3) ammortizzatori sociali universali. Ma soprattutto (4) vanno create condizioni di libertà in quei settori dell’economia che più degli altri possono permettere di aprire ed innovare la società. Internet come «settore» conta in Inghilterra già per il 7% del Prodotto Interno Lordo. In Italia per il 2%. E per il totale disinteresse della politica a riguardo molte aziende rischiano di chiudere entro pochi anni.

Internet è forse lo strumento che storicamente ha consentito la maggiore e più rapida innovazione senza dover chiedere autorizzazione ai poteri forti, ai monopoli. Internet potrà essere uno strumento per rinnovare la politica e l’interazione tra istituzioni e cittadini. Dateci la possibilità di dare spazio alla nostra voglia di realizzarci. Ora. Niente promesse. Se l’International Herald Tribune ha pubblicato la mia storia assieme a quella dell’associazione di cui sono segretario è perchè vi ha visto un messaggio di speranza. Un messaggio che abbiamo cercato di rendere concreto nei giorni scorsi chiedendo a Parlamento e Governo di rimuovere subito, già col decreto sulle liberalizzazioni, gli ostacoli all’innovazione con proposte dirompenti ma puntuali che, tra le altre cose, consentirebbero ad aziende di usare i dati delle pubbliche amministrazioni per creare servizi innovativi, eliminare i monopoli che bloccano la circolazione di contenuti e dell’informazione penalizzando utenti, imprenditori innovativi e artisti o incentivare lo sviluppo di imprese locali di telecomunicazioni.

Sarebbero un segnale forte e di speranza per un’intera generazione: l’Italia e il suo Governo vogliono dare un «posto fisso» all’innovazione e al talento che non manca. Buon lavoro.

Luca Nicotra

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