COSA E’ MEGLIO STUDIARE ALL’UNIVERSITA’? TE LO DICE ALMALAUREA

Nel 2011 si sono diplomati circa 450.000 studenti in tutt’Italia, e come tutti i ragazzi che li hanno preceduti, si sono dovuti porre il problema della scelta della facoltà più adatta alle proprie aspettative. La stessa scelta sul proprio futuro toccherà ad altri 450.000 giovani nel 2012. Ecco allora che l’incontro dell’8 marzo all’Università “La Sapienza” di Roma, organizzato da Almalaurea per presentare il suo rapporto annuale, può essere l’occasione per saperne di più ed evitare di fare scelte azzardate.

Almalaurea è un consorzio di 64 atenei italiani (pubblici e privati) che ogni anno rilascia una serie di statistiche basate sul monitoraggio dei neo iscritti alle varie facoltà, e sull’osservazione dei laureati fino a cinque anni dopo l’ottenimento del titolo. Dalle informazioni che emergono dalle ricerche Almalaurea, si avverte anche uno spaccato della nostra società: per esempio è interessante che il 75% dei laureati delle triennali viene da famiglie in cui non ci sono ancora laureati. Se da un lato ciò è rincuorante, perché vuol dire che il livello di istruzione media si sta elevando, dall’altro è un disagio per i laureati stessi che non hanno esperienze pregresse sulle quali basarsi per le proprie scelte. Infatti è altrettanto alta la percentuale di quanti dichiarano che il percorso di studi compiuto trova poco riscontro con l’impiego che hanno ottenuto, e molti se potessero tornare indietro sceglierebbero tutto un altro percorso. Addirittura, il 18% dei giovani che si iscrivono al primo anno di università, lasciano gli studi entro dodici mesi poiché scontenti della propria scelta.

Un giovane allora si chiede “come scelgo al meglio il percorso più vantaggioso per il mio futuro?”. Personalmente suggerirei due direttive figlie dell’esperienza personale e non solo: 1) non barare con se stessi, cioè scegliere il percorso più adatto alle proprie capacità e non solo sulla base di ciò che si sogna di fare 2) guardatevi intorno, ovvero: chiedetevi quali lavori sono più ricercati sul mercato e quali potrebbero esserlo in futuro. Così potrete scegliere il percorso che più facilmente vi garantirà un impiego.

Tornando ad Almalaurea i suoi dati ci offrono un quadro preciso di ciò che è il mercato del lavoro per i laureati nel 2011 e quello che ci aspetta nei prossimi anni. Innanzitutto il tasso di disoccupazione, in base al quale sui 30.000 laureati del 2005 oggi l’8,6% non ha ancora un lavoro ed un altro 8% è impegnato in un praticantato o in altre attività formative.

Ma la cosa si fa ancora più interessante se si guarda il tasso di disoccupazione facoltà per facoltà e gli stipendi per categorie di laureati.

Cinque anni dopo la laurea la facoltà di Lingue ha un tasso del 15,8% di disoccupazione dei propri laureati, in breve: ogni 100 laureati in lingue circa 16 restano a casa a braccia conserte! Segue Conservazione dei beni culturali con il 15,2% e Lettere e Filosofia con il 14,9%.

Quelli che invece se la passano meglio sono i laureati in Medicina con un tasso di disoccupazione che crolla al misero 2%. Seguono Ingegneria col 2,9% di disoccupati, Architettura con il 4,8% e Giurisprudenza con il 9,5%.

A livello economico i giovani avvocati guadagnano mediamente 1.191 euro al mese, mentre i laureati in lettere si attestano sui 1.114 euro. Guadagnano bene i medici invece: più di 2.026 euro al mese, seguiti dagli ingegneri con 1.634 euro e dai farmacisti con i loro 1.408 euro. Quelli che si collocano nel mezzo, passandosela tutto sommato bene (anche perché le loro assunzioni sono in incremento), sono gli economisti. I laureati in economia infatti guadagnano mediamente 1.380 euro, circa 105 euro in più dei loro colleghi laureati in architettura.

In un quadro come questo è fondamentale capire come e cosa scegliere, per la propria formazione o quella dei propri figli, per non disperdere inutilmente energie danneggiando il proprio futuro in un contesto così ridotto nelle risorse ed altamente competitivo.

Questo blog vi suggerisce per gli aggiornamenti di restare collegati, perché nelle prossime settimane, a seguito dell’incontro Almalaurea dell’8 marzo; pubblicheremo i nuovi dati e li confronteremo con quelli disponibili finora.

Mario Melillo

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3 pensieri su “COSA E’ MEGLIO STUDIARE ALL’UNIVERSITA’? TE LO DICE ALMALAUREA

  1. Cara Emanuela, condivido i tuoi dubbi, in quel caso non potevo che citare i dati. Ma sappiamo entrambi che secondo le leggi della statistica, se siamo in due a cena e uno digiuna mentre l’altro mangia due polli, statisticamente ne abbiamo mangiato uno a testa.
    Io sono della provincia di Benevento, e concordo con te che da noi al sud la situazione è ancora più dura, lo era tre anni fa quando scrissi questo post e lo è ancor più oggi.
    Comunque ti ringrazio per il commento, per aver espresso con sincerità il tuo parere. Questo mi ha dato da pensare, per questo ho deciso di inserire una pagina per i contratti sul mio blog, e se nei prossimi giorni vorrai farmi l’onore di rivisitare questo blog, potrai inviarmi direttamente una mail così da metterci in contatto e potermi raccontare la tua esperienza. Voglio che tutti possano testimoniare la propria esperienza e le proprie opinioni, e se il mio blog può essere utile allo scopo ne sono lieto!
    Grazie :~)
    Mario

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