Le Commissioni Bilancio di Camera e Senato all’esame del #Def 2012

Si sono riunite oggi le Commissioni Bilancio di Camera e Senato per un esame preliminare del “Documento di Economia e Finanza (Def) 2012”. Stamattina alle undici c’è stata l’audizione del Viceministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli, a seguire i responsabili del Cnel. Sono seguite le audizioni dei rappresentanti della Corte dei Conti, della Banca d’Italia e dell’Istat in una riunione che è proseguita fin dopo le venti di questa stasera.

I temi principali nel Def riguardano: le nuove regole fiscali e il tema del “pareggio di bilancio”, gli interventi per il consolidamento fiscale e la crescita; ma soprattutto i contenuti del Piano Nazionale di Riforma (PNR).

Dai documenti resi disponibili risulta che il pareggio di bilancio dovrebbe essere raggiunto nel 2015, ma in termini strutturali lo si prevede già nel 2013 registrando un surplus dello 0,6%. È dunque possibile secondo gli esperti portare il bilancio pubblico al livello di “impatto zero” sul PIL, ma resterebbe comunque il debito pubblico accumulato.

I numeri dicono anche che le manovre correttive dei conti pubblici adottate nel 2011, stanno producendo effetti negativi sull’economia del Paese. C’è da aspettarsi un impatto recessivo nel triennio 2012 – 2014 pari a 2,6 punti percentuali in meno del PIL. L’analisi del Def però ci consola sottolineando che nei prossimi nove anni gli effetti delle liberalizzazioni  produrranno una crescita del 2,4%.

Il documento evidenzia come sia necessaria la riforma strutturale della macchina pubblica, fatta di efficienza e tagli, sia di costi che personale. La spesa pubblica maggiore resta la sanità e le pensioni, ma gravano sui conti anche i mancati introiti di evasione fiscale ed economia sommersa.

Il Piano Nazionale di Riforma individua tra i suoi obiettivi, oltre alle già citate riforme fiscali ed il risanamento del bilancio:

1) la normale erogazione di credito all’economia, per favorire l’accesso al credito delle PMI

2) promozione di crescita e competitività.

Il governo su quest’ultimo punto preannuncia un disegno di legge, con l’obiettivo di rafforzare la valutazione delle performance ed il sistema premiante nella Pubblica Amministrazione, nella ricerca, nei settori della sanità e del fisco.

Verranno rivisti anche gli incentivi alle imprese, dando attuazione al Tribunale delle Imprese e riorganizzando gli uffici giudiziari sul territorio. Per quanto riguarda la crescita del mercato, il Governo ripone molte aspettative sullo sviluppo dell’Agenda Digitale, quello delle infrastrutture e sull’attrazione di investimenti esteri in Italia.

Purtroppo la pressione fiscale subirà un aumento per attestarsi poi in leggero ribasso nel 2015 attorno al 44,9% del PIL, comunque ad un livello superiore rispetto all’attuale.

 

Mario Melillo

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