La lunga linea lugubre che anche a #Brindisi uccide il futuro…

Stamattina sarebbe potuta essere una giornata come le altre, e invece mi sono ritrovato a piangere come un bambino, non appena ho saputo dell’attentato di Brindisi. Mia madre insegna alle scuole medie: sono cresciuto con le storie dei suoi alunni, con la sensazione da piccolo che fossero degli adulti, poi crescendo ho iniziato a vederli per quelli che sono… dei bambini. Perché a tredici, quattordici, sedici o diciassette anni, sono ancora dei ragazzini, le loro emozioni sono ancora quelle di bambini troppo cresciuti. E così mi sono immedesimato nella loro paura di quei momenti, la paura del dolore e della morte addosso. Del non esserci più.

Per me che sono cresciuto con i racconti di una scuola, che con tutte le sue difficoltà, forma i ragazzi, li fa crescere dando loro  conoscenze ma anche valori e coraggio per la vita; devo dire che ne sono rimasto atterrito. La scuola è un elemento di vita reale e spirituale: per un genitore che esce una mattina sereno e scopre poi che sua figlia, andando a scuola, se n’è andata per sempre prova un dolore indescrivibile. Un dolore per il quale non c’è mai silenzio in una vita intera.

Non si sa ancora chi sia stato, e perché ha scatenato il male che ha dentro stamattina, davanti a una scuola, riversando dolore su una bambina di 16 anni, e su 7 suoi coetanei feriti. Sulle loro famiglie innocenti. Sulla famiglia di una ragazzina come Melissa Bassi che ha avuto come unica colpa quella di essere andata a scuola, felice perché in serata avrebbero organizzato con la scuola una sfilata di moda.

Melissa Bassi

S’ipotizza un attentato della sacra corona unita, o di matrice terroristica. Ancora non’è chiara la dinamica. Quel che è certo è che volevano uccidere. E forse volevano colpire proprio quei ragazzini che arrivavano presto in corriera, dal comune di Mesagne considerato il comune di nascita della sacra corona unita. Il Comune dove nei giorni scorsi c’era già stato un attentato nei confronti del Presidente dell’Associazione Antiracket. Proprio davanti all’Istituto “Morvillo – Falcone”, e poche ore prima del passaggio a Brindisi della “Carovana antimafia”. Ed a pochi giorni dalla commemorazione della strage di Capaci. Tante coincidenze dunque che fanno pensare ad una mostruosità  mafiosa.

Se si dovesse confermare la pista mafiosa, sarebbe la prova che siamo ancora di fronte alla lunga linea di un’Italia lugubre che si protrae negli anni, e che lungo il suo percorso ha decine di giovani assassinati sulla coscienza. Melissa Bassi infatti, scomparsa oggi all’età di 16 anni, è solo l’ultima vittima di una serie di attentati mafiosi contro fragili vite: nella notte tra il 26-27 maggio del 1993, la mafia siciliana fece esplodere in via dei Georgofili a Firenze una Fiat fiorino imbottita di esplosivo; morirono 5 persone tra le quali: Dario Capolicchio di 22 anni, Nadia Nencioni di 9 anni, e la neonata Caterina Nencioni che aveva appena 50 giorni di vita. L’11 gennaio del ’96 morì invece il piccolo Giuseppe Di Matteo, dopo anni di prigionia (779 giorni) fu sciolto nell’acido dal mafioso Giovanni Brusca che l’aveva fatto rapire il 23 novembre del 1993; per una vendetta trasversale nei confronti del padre, divenuto pentito di mafia. O Palmina Martinelli del comune di Fasano, che morì a 14 anni nel 1981 dopo un mese di agonia per le ustioni causatele dai suoi aguzzini che volevano costringerla a prostituirsi. Per quel delitto ancora non si hanno i colpevoli, figli di una criminalità organizzata pugliese che allora si fingeva ancora che non esistesse.

C’è gente che non ama questo paese, attenta al nostro futuro uccidendo le fragili vite di coloro che dovranno costruirlo. C’è gente che vuole il potere per renderla una sporca nazione? Noi non glie la lasceremo fare franca. Ci vuole ogni giorno testimonianza di una lotta contro la criminalità, di qualsiasi natura essa sia. Soprattutto quando colpisce le vite di giovani innocenti.

Non sono religioso, ma ricordo sempre con grande impressione ed emozione, il monito lanciato da Sua Santità Giovanni Paolo II in Sicilia: “convertitevi! Un giorno verrà il Giudizio di Dio”… noi nel frattempo impegniamoci a dargli una mano, perché come disse Falcone la mafia è un fenomeno umano e come tale ha avuto un inizio e avrà anche una fine!

Mario Melillo

video dell’attentato criminale di stamattina

video del Papa:

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