Cronologia della crisi finanziaria, dal 2007 al 2011 (parte terza): #tiraccontolacrisi

Dopo la parte prima, dedicata ai primi sintomi della crisi apparsi nel 2007, e dopo la seconda parte, dove si scatena il vero trambusto e la crisi di sistema (2008); arriviamo all’anno di svolta del 2009, quello in cui fa la sua comparsa sulla scena politica il nuovo Presidente USA Barack Obama; e che vede il migrare della crisi economica dal fronte americano a quello europeo.

20 Gennaio 2009 – Washington: Si tiene l’inauguration day per l’insediamento ed il giuramento di Barack Obama quale nuovo presidente degli Stati Uniti.

5 Febbraio 2009 – Francoforte: dopo che il 15 Gennaio la BCE ha tagliato i tassi fino a raggiungere il 2% (minimo storico per la Banca Centrale Europea dal 2003), riducendo la sua distanza dalla FED (che nel frattempo ha portato i Fed Funds a 0,25%), il Presidente Jean-Claude Trichet rimanda a Marzo un altro possibile taglio dei tassi d’interesse. Nel frattempo, invece, nello stesso giorno la Banca Centrale Britannica taglia di 50 punti base i propri tassi d’interesse giungendo all’1%; dopo che da Ottobre aveva già tagliato 400 punti base, praticamente il minimo storico dalla nascita della Bank of England nel 1694.

7 Febbraio 2009 – Washington: Il Fondo Monetario Internazionale lancia l’allarme sull’Italia: nel suo Report Article IV scrive che “La possibilità che la recessione in Italia si prolunghi nel 2010 non può essere scartata”. Le sue previsioni sono peggiori di quelle evidenziate dalla Commissione Europea e dalla Banca d’Italia, in ogni caso a Washington definiscono “tetre” le prospettive economiche dell’Italia ritenendo che, la migliore ipotesi, è quella di “una eventuale ripresa debole e lenta”. Secondo il Fondo Monetario Internazionale l’Italia conoscerà tre anni consecutivi di contrazione del PIL (-0,6% nel 2008 / -2,1% nel 2009 / -0,5% nel 2010), facendo si che il rapporto Deficit-PIL torni a superare il 3%. Sempre secondo il FMI, il debito pubblico italiano a fine 2009 arriverà a 108,2% (nel 2008 era 105,7%), mentre prevede per il 2010 un debito pari a 109,7%. Purtroppo per noi, la previsione si rivelerà ottimistica perché nel 2010 il debito pubblico italiano raggiungerà circa il 120%.

2 Marzo 2009 – Milano: la borsa di Milano crolla più di tutte le altre in Europa, chiudendo con un -5,67%, e con l’indice SP/Mib perde il 6,02% (scendendo per la prima volta di sei punti dal 1997). Le vendite piovono su tutti i settori, ma i titoli bancari sono quelli che subiscono l’emorragia più grande. Il crollo è connesso alla chiusura negativa di Wall Street, dove il Dow Jones raggiunge al ribasso i livelli del 1997 perdendo più di 7mila punti. Intanto il governo di Washington fornisce altri 30 miliardi di dollari (attraverso il piano TARP) al gruppo assicurativo AIG, che a fine 2008 chiudeva l’anno in perdita di 99,3 miliardi.

5 Marzo 2009 – Milano: crollano ancora gli indici di borsa, raggiungendo i livelli di tredici anni prima, con il Mibtel a –5,39% e SP/Mib a –5,89%. Stavolta il pessimismo che affonda la borsa italiana deriva dalla BCE che ha tagliato le sue stime sul PIL europeo nel 2009.

19 Marzo 2009 – Washington: attraverso l’ “Auto Suppliers Support Program” il Dipartimento del Tesoro USA eroga altri 5 miliardi al settore dell’industria automobilistica, e rende operativo anche il programma “crash for clunkers” che finanzia chi rottama la propria vecchia auto per comprarne una nuova.

23 Marzo 2009 – UE: il Commissario europeo alla competizione, e Vicepresidente della Commissione Europea, Joaquin Almunia annuncia che l’Italia è tra i paesi a rischio per il suo debito troppo alto. Contemporaneamente la BCE si dice pronta a tagliare il costo del denaro.

27 Marzo 2009 – Washington: il Tesoro USA acquista altri 193 milioni di dollari in azioni privilegiate di 14 banche americane: con questa operazione il Capital Purchase Program arriva a circa 700 milioni di dollari in investimenti.

31 Marzo 2009 – Detroit: Barack Obama da il via libera ufficiale, assieme a Sergio Marchionne, all’accordo tra FIAT e Chrysler, che nel medio periodo porterà alla completa fusione tra i due gruppi; ma per ora la FIAT entra con una quota di maggioranza relativa, oltre alle quote dei sindacati di Detroit e del Governo americano.

2 Aprile 2009 – Londra: si tiene un nuovo meeting delle Nazioni del G-20, per discutere dei mercati finanziari e dell’economia mondiale, con l’intento di avviare politiche comuni anticrisi. L’accordo porta a un piano di mille miliardi di dollari. Tra le altre decisioni c’è il riassetto del Financial Stability Board, ora posto alle dirette dipendenze del G20, mentre prima operava in parallelo con la Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea. Al vertice dell’FSB viene nominato  Mario Draghi. Accanto a tutto ciò, si pone anche la decisione del giorno prima di accordare alla Grecia una moratoria di sei mesi, affinché abbia il tempo di varare dei validi progetti anticrisi (fermo restando il previsto pareggio di bilancio nel 2013).

9 Aprile 2009 – Atene: crolla il rating della Grecia, con l’Agenzia di rating Fitch che le taglia il rating di 2 punti, fino a BBB- da BBB+. È il più basso rating “investment grade” fra quelli attribuiti dalla terza agenzia mondiale.

22 Aprile 2009 – Washington: il Fondo Monetario Internazionale lancia un serio avvertimento all’Italia, in occasione delle riunioni di metà anno; rilevando che secondo le loro previsioni, nel 2010 il debito italiano esploderà in tutta la sua gravità. (Purtroppo, la previsione si avvererà…).

7 Maggio 2009 – Washington: la Federal Reserve pubblica i dati sul primo “stress test” effettuato sulle diciannove maggiori banche americane. Il risultato è che le banche potrebbero perdere fino a 600 miliardi di dollari entro il 2010, se l’economia raggiungesse i livelli peggiori presi in considerazione. Secondo la FED, anche in questo scenario nove delle banche avrebbero sufficiente liquidità da parte per mantenere il Tier 1, mentre le altre dieci necessiterebbero di 185 miliardi di dollari in più di capitale.

20 Maggio 2009 – Washington: il Presidente Barack Obama promulga la legge “Helping Families Save Their Homes”, che amplia temporaneamente tutte le forme di assicurazione federale per i mutui casa.

21 Maggio 2009 – Londra: Standard & Poor’s abbassa il suo outlook sul debito della Gran Bretagna, passando da “stabile” a “negativo” per via dei costi fiscali dovuti al supporto delle banche nazionali. La sua stima è che questi costi sono tali da raddoppiare il peso del debito pubblico fino al 100% del PIL entro il 2013.

1 Giugno 2009 – Detroit: la General Motors annuncia di aver fatto richiesta di accesso ai benefici del “Chapter 11” del Codice di Fallimento americano. Questo, nonostante i tentativi di ristrutturazione operati a fine Maggio; quando chiuse in anticipo l’offerta di conversione delle obbligazioni in azioni ordinarie, annunciando anche la separazione dalla sua controllata europea Opel.

26 Giugno 2009 – New York: la Citigroup avvia la ri-privatizzazione del 30% del suo capitale finito in mani pubbliche soltanto un anno prima.

15 Luglio 2009 – Roma: l’ISTAT comunica cifre disastrose relative al PIL italiano, che nel secondo trimestre è sceso di –5,2% su base annua. Le entrate fiscali diminuiscono, e il debito pubblico tocca un nuovo record sfiorando i 2mila miliardi di euro.

22 Luglio 2009 – UE: sulla spinta dei dati ISTAT pubblicati la settimana prima, il Governatore Draghi lancia un accorato e serio allarme per i conti pubblici Italiani.

25 Agosto 2009 – Washington: Barack Obama conferma Ben Bernanke per un secondo mandato alla guida della Federal Reserve. Bernanke, simpatizzante repubblicano, entra in sintonia con Obama assecondando le sue politiche di finanziamento pubblico.

27 Agosto 2009 – New York: il numero delle banche definite “problembank” dalla FED, è passato da 305 con 220 miliardi di asset (a fine del primo trimestre 2009), a 416 banche con 299,8 miliardi (a fine secondo trimestre).

18 Settembre 2009 – Washington: Il Dipartimento del Tesoro USA annuncia la riduzione degli aiuti al settore finanziario, annunciando la chiusura del “Guarantee Program for Money Market Funds”.

14 0tt0bre 2009 – New York: l’indice Dow Jones chiude sopra quota 10mila per la prima volta dal 3 Ottobre 2008. Molti considerano lontano il rischio “double dip”, ma alcuni economisti come Nouriel Roubini continuano a prevederlo.

11 Novembre 2009 – San Francisco: il Presidente dell’Ufficio della Federal Reserve californiano e quello della FED di Atlanta avvertono che la crescente disoccupazione, ora sopra il 10% (circa 16 milioni di americani), può incidere pesantemente sui consumi americani i quali costituiscono il 70% dell’economia americana.

17 Novembre 2009 – Detroit: la General Motors entrata oramai in procedura fallimentare con 100 miliardi di dollari di debiti, rende noto di aver perso nel terzo trimestre altri 1,2 miliardi. La società è oramai posseduta per il 61% dall’Amministrazione Federale degli USA.

18 Novembre 2009 – New York: l’agenzia di consulenza immobiliare TransUnion rende disponibili i risultati dei suoi studi basati sul proprio database comprensivo di 27 milioni di posizioni: secondo i suoi dati è sempre più alto il rischio di “delinquencies mortgage”, cioè di quanti rischiano di essere sfrattati perché non sono più in grado di pagare il mutuo. La maglia nera spetta al Nevada, dove la percentuale è passata dal 7,7% del terzo trimestre del 2008 al 14,4%; la Florida è al 13,3% (contro un 7,8% dell’anno prima), seguono poi l’Arizona al 10,4% (dal 5,5%) e la California al 10,2% (dal 5,8%). Ovviamente le percentuali continueranno a salire negli anni a seguire.

3 Dicembre 2009 – Washington: la Bank of America restituisce al Tesoro USA i 45 miliardi di dollari ricevuti attraverso i fondi TARP, avviandosi sul definitivo risanamento.

8 Dicembre 2009 – Atene: l’agenzia di rating Fitch declassa il debito greco al livello “BBB” e con un outlook negativo. Per la prima volta in 10 anni un’agenzia di rating assegna alla Grecia un rating inferiore al grado “A”, assegnandole il più basso livello dell’eurozona.

9 Dicembre 2009 – Washington: il Segretario al Tesoro Timothy Geithner invia ai leader del Congresso una lettera nella quale delinea la strategia dell’amministrazione per la conclusione del programma TARP entro il 3 Ottobre 2010.

11 Dicembre 2009 – Washington: la Camera dei Rappresentanti Americana approva la legge che crea il “Financial Stability Council”, per identificare le istituzioni finanziarie che pongono “rischi sistemici” e che dovranno pertanto essere soggette ad una aumentata sorveglianza e regolazione.

14 Dicembre 2009 – New York /San Francisco: la Citigroup, la maggior banca americana annuncia l’accordo con il Tesoro USA per ripagare gli ultimi 20 miliardi di dollari del TARP. Anche la Bank Wells Fargo annuncia l’imminente restituzione dei 25 miliardi di dollari di competenza del TARP.

Si conclude così l’elenco dei principali accadimenti politici ed economici del 2009, ascrivendo una significativa vittoria ai piani d’intervento pubblico per il risanamento del sistema finanziario. Mentre, come abbiamo già visto, la Grecia giunge al punto di non ritorno e si prepara a diventare il tragico protagonista del 2010…

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